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Pediatria
Paola Scaccabarozzi
pubblicato il 19-02-2024

Il colesterolo alto giovanile si previene partendo da bambini che si muovono



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La sedentarietà da bambini aumenta il rischio di colesterolo alto da giovani adulti. La ricetta più efficace per evitarlo? L'attività fisica lieve sin da piccoli

Il colesterolo alto giovanile si previene partendo da bambini che si muovono

La sedentarietà ha un impatto sull’aumento del colesterolo anche per bambini, ragazzi e giovani adulti e sulla loro salute futura. Ed è fondamentale non trascurare fin dall’infanzia l’attività fisica lieve, che sarebbe particolarmente efficace per invertire l’effetto negativo della sedentarietà su valori alti di colesterolo e sulla presenza di grassi nel sangue. È ciò che è emerso da uno studio nato dalla collaborazione tra l’Università di Bristol (UK), l’Università di Exeter (UK) e l’Università della Finlandia orientale e pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism.

 

L’IMPATTO NEGATIVO DELLA SEDENTARIETÀ

Studi longitudinali, cioè osservazioni ripetute delle stesse variabili per lunghi periodi di tempo, evidenziano che colesterolo elevato e dislipidemia, ossia l’eccesso di grassi nel sangue, durante l’infanzia e l’adolescenza sono associati a morte prematura, ad aterosclerosi subclinica (caratterizzata dalla presenza di placche o calcificazioni vascolari in assenza di sintomi) e a danno cardiaco intorno ai venticinque anni.

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LA RICERCA

Lo studio in oggetto ha esaminato le associazioni longitudinali del tempo sedentario con misurazioni ripetute del colesterolo, dei trigliceridi e del colesterolo totale. Sono stati utilizzati i dati dello studio Children of the 90s dell’’Università di Bristol (noto anche come Avon Longitudinal Study of Parents and Children), che ha incluso 792 bambini di 11 anni (58% femmine) che sono stati seguiti fino all’età di 24 anni, con un follow-up totale tempo di circa 13 anni. Sono stati valutati fattori come il comportamento motorio in relazione agli indici lipidici, mediati anche da massa grassa, massa magra, resistenza all'insulina e infiammazione. È stato così ipotizzato che l’aumento della sedentarietà e la diminuzione dell’attività motoria potrebbero peggiorare il profilo lipidico, influenzato anche dall’aumento della massa grassa.

 

MOVIMENTO E LIPIDI MONITORATI NEL TEMPO

Come noto e sottolineato nuovamente anche da questa ricerca gli stili di vita sani sono considerati importanti nella prevenzione della presenza di pericolosi grassi nel sangue. E, in particolare, uno dei potenziali fattori modificabili per abbassare il colesterolo, oltre alla dieta, è l’attività fisica. Nell’indagine i livelli di sedentarietà, attività fisica lieve e attività fisica moderata o vigorosa sono stati registrati con strumenti specifici all'età di 11, 15 e 24 anni. Il colesterolo “buono” HDL, il colesterolo “cattivo” LDL, i trigliceridi e il colesterolo totale sono stati misurati ripetutamente all'età di 15, 17 e 24 anni. Questi bambini sono stati anche sottoposti a misurazioni ripetute della massa grassa corporea totale e di quella muscolare, nonché della glicemia a digiuno, dell'insulina e della proteina C-reattiva. Sono stati presi in considerazione anche parametri come lo stato di fumatore, quello socioeconomico e la storia familiare di malattie cardiovascolari.

 

CRESCENDO AUMENTA IL TEMPO SEDENTARIO

Come sono cambiate nel tempo le abitudini dei ragazzi coinvolti nella rilevazione? Durante il follow-up di 13 anni il tempo sedentario è aumentato da circa 6 ore al giorno a 9 ore al giorno. L’attività fisica lieve è diminuita da 6 ore al giorno a 3 ore al giorno, mentre quella moderata/intensa è rimasta relativamente stabile intorno ai 50 minuti al giorno dall'infanzia fino alla giovane età adulta. In questo stesso lasso temporale il colesterolo totale è aumentato di 0,69 mmol/l. È stato osservato che il tempo sedentario accumulato fin dall’infanzia ha contribuito per il 67% all’aumento del colesterolo totale senza alcuna influenza da parte del grasso corporeo. Un'attività fisica lieve quotidiana praticata dall’infanzia fino alla prima età adulta è risultata associata a livelli di colesterolo totale più bassi (-0,53 mmol/l), tuttavia, la massa grassa corporea potrebbe ridurre l’effetto dell’attività fisica lieve sul colesterolo totale fino al 6%. Circa 50 minuti al giorno di attività fisica moderata/intensa fin dall’infanzia sono stati associati anche a una lieve riduzione del colesterolo totale (-0,05 mmol/L), ma la massa grassa corporea totale ha ridotto l’effetto di questo esercizio fisico sul colesterolo totale fino al 48%. È importante sottolineare così come l’aumento della massa grassa abbia neutralizzato il piccolo effetto dell’attività fisica moderata ed energica sul colesterolo totale.

 

RISVOLTI FUTURI

La novità emersa da questo studio è che l’aumento della sedentarietà fin dall’infanzia ha contribuito per due terzi all’aumento del livello di colesterolo prima dei venticinque anni. Rilevante è anche il fatto che l’attività fisica lieve promuove la salute e riduce l’infiammazione nella popolazione giovane meglio dell’attività moderata e intensa. Questi risultati sottolineano che l’attività fisica lieve può costituire uno strumento fondamentale nella prevenzione primaria del colesterolo elevato e della dislipidemia fin dai primi anni di vita e, a questo proposito, potrebbe essere notevolmente più efficace di sport più intensi. Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia raccomandato che i bambini e gli adolescenti accumulino in media 60 minuti di attività fisica moderata/intensa al giorno e riducano il tempo sedentario, mancano ancora linee guida circa considerazioni sull’attività fisica lieve nella popolazione giovane. «Questo studio, insieme ad altre ricerche recenti - spiega Andrew Agbaje, medico ed epidemiologo clinico pediatrico presso l’Università della Finlandia orientale - stanno ora fornendo nuove prove sull’incredibile importanza per la salute dell’attività fisica lieve. Pertanto, gli esperti di sanità pubblica, i pediatri e i responsabili delle politiche sanitarie dovrebbero incoraggiarla fin dall’infanzia».

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Paola Scaccabarozzi
Paola Scaccabarozzi

Giornalista professionista. Laureata in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano, con specializzazione all'Università Cattolica in Materie Umanistiche, ha seguito corsi di giornalismo medico scientifico e giornalismo di inchiesta accreditati dall'Ordine Giornalisti della Lombardia. Ha scritto: Quando un figlio si ammala e, con Claudio Mencacci, Viaggio nella depressione, editi da Franco Angeli. Collabora con diverse testate nazionali ed estere.   


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