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L'esperto risponde
Redazione
pubblicato il 06-05-2024

Si può fare una risonanza magnetica con l'impianto cocleare?



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L'esame è indicato a patto che il dispositivo sia compatibile. Ecco tutto quello che occorre sapere

Si può fare una risonanza magnetica con l'impianto cocleare?

Buongiorno, in presenza di impianto cocleare e adenoma ipofisario, cosa fare se ci si deve sottoporre a risonanza magnetica di controllo? E' possibile effettuare esami alternativi? Come ci si deve comportare? Grazie (domanda pervenuta attraverso il form)

Risponde la dottoressa Anna Del Poggio, neuroradiologa dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

 

Caro lettore,
la risonanza magnetica nucleare (RMN) rappresenta lo strumento diagnostico principale per monitorare l'evoluzione di un adenoma ipofisario grazie alla sua capacità di fornire immagini dettagliate delle strutture cerebrali. La presenza di un impianto cocleare non rappresenta di per sé un limite assoluto all’effettuazione dell’esame purché si rispettino alcune condizioni.

Gli impianti cocleari più recenti, generalmente quelli installati negli ultimi cinque anni, sono progettati per essere compatibili con l’esame. Per gli impianti più vecchi, invece, la compatibilità può variare. Se l'impianto è compatibile con la RMN è comunque importante rivolgersi a centri specializzati che abbiano l'esperienza e le capacità tecniche per gestire pazienti con impianto cocleare. È essenziale che il paziente segnali al centro al momento della prenotazione dell’esame di essere portatore di impianto cocleare e comunichi le caratteristiche identificative dell’apparecchio (rilasciate insieme alla lettera di dimissione post-impianto) in quanto l’esecuzione dell’esame di risonanza in caso di presenza di impianto cocleare necessità di accortezze particolari, sia da un punto di vista di preparazione del paziente sia da un punto di vista tecnico di esecuzione dell’esame.

La RMN è un esame di imaging molto sensibile e per questa ragione la presenza di metallo e soprattutto del ricevitore sottocutaneo dell’impianto, può impattare negativamente sulla generazione delle immagini e sulla loro “leggibilità”. Ecco perché in tutti i casi occorre che vi sia personale specializzato capace di adottare delle sequenze, ovvero quegli specifici protocolli e set di istruzioni che il macchinario segue per manipolare i campi magnetici e le onde radio, per garantire che le immagini acquisite siano di alta qualità. E’ sempre necessario che il paziente porti con sé la tessera che identifica il dispositivo in modo tale che gli operatori possano essere a conoscenza della tipologia di impianto con cui si ha a che fare.

In situazioni in cui la RMN non sia praticabile si può considerare l'uso alternativo della tomografia computerizzata (TAC) con mezzo di contrasto. Tuttavia questo metodo è generalmente meno efficace rispetto alla RMN, soprattutto per gli adenomi di piccole dimensioni, e comunque può essere limitato anch’esso dagli artefatti metallici dell’impianto. In casi estremi, qualora non vi fossero altre opzioni diagnostiche disponibili, si potrebbe considerare la rimozione temporanea del ricevitore sottocutaneo dell'impianto cocleare per permettere l'esecuzione della RMN, seguita dal suo riposizionamento in sede dopo l’esecuzione dell’esame.

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