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Oncologia
a cura di Nicla Panciera
pubblicato il 30-10-2023

Gli inibitori di pompa mascherano i sintomi del tumore gastrico?



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Utili per gastriti, ulcere e reflusso, gli inibitori di pompa protonica possono coprire i sintomi del tumore dello stomaco, portando a un ritardo diagnostico. Come usarli? I consigli dell'esperto

Gli inibitori di pompa mascherano i sintomi del tumore gastrico?

Buongiorno,

soffro da qualche anno di reflusso gastroesofageo. Sto assumendo da due anni una dose di esomeprazolo 20 mg al giorno. Risulta che questo tipo di farmaco può mascherare la presenza di sintomi iniziali di tumore gastrico. Per proteggermi da questo pericolo, un mio amico mi ha consigliato di sottopormi a gastroscopia annuale. Vorrei un parere al riguardo. Grazie per l'attenzione e distinti saluti.

domanda pervenuta via form L'esperto risponde

Risponde il professor Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica ed Ematologia dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

L'esomeprazolo appartiene a un gruppo di medicinali chiamati inibitori di pompa protonica, che agiscono riducendo la quantità di acido prodotta dallo stomaco fino a 12 ore. Farmaci sicuri ed efficaci, indicati per il trattamento della gastrite, dell’ulcera, della malattia da reflusso gastroesofageo e sono prescritti anche nel caso di assunzione dei farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) per il loro effetto protettivo sulla mucosa gastrica.

I possibili effetti collaterali di un uso prolungato

Oltre ad alcuni effetti collaterali noti, come la riduzione dell’assorbimento di alcuni nutrienti e l’aumentato rischio di infezioni per il mancano effetto dell’acido, recenti studi epidemiologici hanno riportato un’associazione significativa tra l’assunzione cronica di questi gastroprotettori e il rischio di cancro gastrico, che risulta aumentato fino a raddoppiare se il consumo supera i due anni, aumentato di otto volte se supera i tre anni.

Il mascheramento delle lesioni

La rapida risoluzione dei sintomi gastrici, dovuta al farmaco, può portare sottovalutarli, sospendendo o ritardando l’invio del paziente a endoscopia e magari escludendo si tratti di tumore, che a volte presenta proprio quella sintomatologia. La costante cicatrizzazione della lesione ulcerosa benigna agisce anche sull’eventuale lesione neoplastica, mascherandola o comunque rendendo difficile una diagnosi endoscopica in caso di tumori gastrici iniziali non ancora diagnosticati, determinando un ritardo diagnostico. Per questo, tale esame andrebbe eventualmente eseguito prima dell’inizio del trattamento prolungato con tali farmaci. Se il paziente decidesse di sottoporsi a endoscopia gastrica più avanti, il trattamento precedente potrebbe mascherare i sintomi. L’uso prolungato implica un reflusso non ben controllato e questo è un motivo per eseguire la gastroscopia.

Che fare?

Eseguire l’esame endoscopico prima dell’inizio del trattamento con inibitori di pompa protonica per non dare il via alla cicatrizzazione. Il fatto di ripeterlo su base regolare per “diagnosi precoce” per il momento non è previsto, ma la scelta può essere condivisa con il collega che esegue l’indagine in relazione al quadro clinico rilevato.


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