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Serena Zoli
pubblicato il 06-12-2011

La scienza deve alla società impegno e chiarezza



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Venerdì 18 e sabato 19 novembre si tiene a Milano la conferenza Science for Peace. Guido Barbujani, biologo ed evoluzionista dell'Università di Ferrara, che parteciperà al dibattito su "Scienza e diritti civili

La scienza deve alla società impegno e chiarezza

Venerdì 18 e sabato 19 novembre si tiene a Milano la conferenza Science for Peace. Guido Barbujani, biologo ed evoluzionista dell'Università di Ferrara, parteciperà al dibattito su "Scienza e diritti civili"

Science for Peace è il movimento fondato da Umberto Veronesi con il sostegno di 21 Premi Nobel per indagare le soluzioni che la scienza può offrire per prevenire  i conflitti. «Tutti possiamo contribuire a costruire la pace. Gli scienziati hanno scelto di dare l’esempio», dice il professor Veronesi. Due sono i grandi obiettivi di Science for Peace: Diffusione della cultura di pace e superamento di tensioni tra gli Stati e riduzione degli ordigni nucleari e delle spese militari. Di seguito pubblichiamo l'intervista a Guido Barbujani, uno relatori della Conferenza Mondiale di Milano.

Descriverebbe brevemente il progetto che le sta più a cuore?

Da alcuni anni stiamo studiando DNA proveniente da necropoli etrusche. E' un lavoro che punta da un lato a capire meglio se queste popolazioni, linguisticamente e culturalmente così distinte dalle loro vicine, avessero anche particolari caratteristiche biologiche. Dall'altro, ci interessa capire meglio se e in che misura le popolazioni moderne d'Italia siano effettivamente le discendenti di chi abitava le stesse regioni in epoca preromana (ci sembra che la risposta sia: generalmente no, qualche volta, ma solo qualche volta, sì). 

Perché ha deciso di sostenere il progetto Science for Peace? In cosa crede che questo progetto sia diverso da altri sullo stesso tema? 

Ogni persona che abbia studiato, come me, in istituzioni pubbliche, o che nel suo lavoro utilizzi, come me, fondi di ricerca pubblici, ha un debito nei confronti della società, e può in parte ripagarlo assumendosi la responsabilità di prendere posizioni chiare e motivate negli ambiti che gli competono. Come scienziato mi compete l'ambito della scienza, come cittadino quello della pace, e questa iniziativa li mette efficacemente insieme.

Vista la situazione internazionale e le ultime vicende che hanno coinvolto il Mediterraneo, quali sono i primi passi da compiere per ricostruire la pace?

Andare al nocciolo dei problemi, che nel Mediterraneo significa creare uno stato palestinese e mettere fine all'assedio di Gaza, garantendo a Israele condizioni di sicurezza.

Quali sono gli ostacoli quotidiani contro cui si scontra?

L'università pubblica italiana, che in mezzo a mille difficoltà continua a produrre ricerca di valore e laureati competitivi a livello internazionale, è ormai la meno finanziata di tutta l'OCSE, dopo la Turchia. Nessun progetto di riforma è concepibile se non si restituiscono all'Università pubblica le risorse necessarie per rinnovarsi e competere a livello internazionale, non con Grecia e Portogallo (in cui l'università pubblica è comunque finanziata meglio che in Italia, in rapporto al PIL) ma con Francia e Germania.

Qual è la persona influente nel mondo in cui ripone più speranze? E quale invece l’ha più delusa?

Continuo a riporre molte speranze in Barack Obama che, nonostante tutto, mi sembra mosso in generale dalle giuste intenzioni. Chi mi ha più deluso è ancora Barack Obama, perché non mi sembra intenzionato a muoversi efficacemente per affrontare uno dei nodi cruciali della politica internazionale, e cioè l'ormai insostenibile, e moralmente inaccettabile, condizione del popolo palestinese.

Guido Barbujani è professore di Genetica all'Università di Ferrara. Col suo gruppo, si occupa di biodiversità umana e dell'analisi del DNA in popolazioni moderne e antiche einterverrà alla Conferenza Mondiale Science for Peace il 19 novembre 2011 nel seguente panel: 11.00 – SCIENZA E DIRITTI CIVILI

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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