Pedretti Silvia

Note biografiche:

• Nata a Magenta (Milano) nel 1991
• Laureata in Farmacia presso l’Università degli Studi di Pavia
• PhD in Scienze Biochimiche presso l’Università degli Studi di Milano

2024

Metabolismo e resistenza al farmaco nel carcinoma epatico

Obiettivo: Trovare nuovi bersagli terapeutici per contrastare lo sviluppo della resistenza al farmaco sorafenib nel carcinoma epatocellulare.

Il carcinoma epatocellulare è il tipo di tumore al fegato maggiormente diffuso nel mondo. È un tumore molto aggressivo, con prognosi sfavorevole, che solitamente viene diagnosticato in fase avanzata a causa dell'assenza di sintomi specifici negli stadi iniziali di malattia. Il sorafenib rappresenta uno dei farmaci di prima linea per il trattamento del carcinoma epatico avanzato, ma il suo utilizzo è limitato a causa della rapida insorgenza di resistenza alla terapia. A oggi, non è chiaro come il carcinoma epatocellulare riesca a resistere al sorafenib. Un’ipotesi riguarda il metabolismo delle cellule tumorali: queste sono in grado di riprogrammare la loro “dieta”, trovando fonti di energia alternative per proliferare e sopravvivere.

Obiettivo della ricerca sarà individuare nuove vulnerabilità per il carcinoma epatocellulare legate al suo metabolismo cellulare, per contrastare la farmacoresistenza e migliorare l’efficacia della terapia.

Dove si svilupperà la ricerca:

Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Milano

Area

Oncologia

2022

Il ruolo degli adipociti nel tumore al seno

Il tumore al seno è una delle neoplasie femminili più diffuse al mondo, ma anche la popolazione maschile può esserne colpita con esito infausto. La relazione tra le cellule tumorali e l’ambiente che le circonda (microambiente) è stata a lungo studiata per identificare nuove strategie utili a contrastare la progressione tumorale. In particolare, l’interazione tra cellule tumorali e cellule del tessuto adiposo sembra causare dei cambiamenti funzionali in entrambi i tipi cellulari. Gli adipociti, in seguito a contatto con il tumore, modificano il loro metabolismo e rilasciano fattori che stimolano le cellule tumorali a crescere e diffondersi nell’organismo. In modelli animali, gli adipociti di maschi e femmine presentano diverse caratteristiche: tuttavia non è ancora noto come queste differenze di genere possano influire sullo sviluppo e sull’aggressività del tumore al seno. Obiettivo del progetto sarà studiare l’interazione tra linee cellulari di tumore al seno e adipociti derivati da modelli preclinici, per individuare i meccanismi molecolari alla base della progressione tumorale e capire come le differenze legate al genere ne condizionino la crescita. Questi risultati permetteranno di identificare nuovi bersagli terapeutici per il trattamento del tumore al seno.

Dove svilupperà il progetto

Università degli Studi di Milano

Area

Oncologia
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