Margaria Jean Piero

Note biografiche:

  • Nato ad Afaahiti, Tahiti (Polinesia Francese) nel 1989
  • Laureato in Biotecnologie Molecolari presso l’Università degli Studi di Torino
  • PhD in Scienze Biomediche e Oncologia presso l’Università degli Studi di Torino – Université Paris-Saclay

2024

Individuare le mutazioni precoci nel tumore del rene

Obiettivo: studiare le mutazioni presenti nelle cellule pretumorali del rene per sviluppare nuovi strumenti diagnostici. Il tumore al rene colpisce circa 12.700 persone ogni anno in Italia: lo sviluppo tumorale è promosso dall’accumularsi di mutazioni nel DNA durante tutta la vita, che compromettono l’integrità delle cellule verso un comportamento anomalo. Obiettivo della ricerca sarà identificare e analizzare le mutazioni “precoci” che avvengono nei primi stadi dello sviluppo del tumore al rene. Queste informazioni possono rivelarsi importanti per identificare marcatori per la diagnosi precoce e nuovi bersagli di terapie in grado di fermare queste cellule prima che diventino del tutto maligne. A questo scopo verranno studiati dei tessuti provenienti da pazienti a livello di singola cellula, con analisi all’avanguardia in grado di leggere l'intera sequenza del genoma e, contemporaneamente, valutare il livello di attivazione dei geni. Verrà inoltre promossa la ricerca sui fattori ambientali correlati al tumore del rene, nonché le strategie per prevenire e possibilmente “modificare la traiettoria” delle cellule predisposte al cancro.

La ricerca sarà il primo passo per lo sviluppo uno strumento diagnostico per il monitoraggio delle cellule precancerose nel rene, in grado di prevedere il rischio di tumore in individui geneticamente predisposti.

Dove si svilupperà la ricerca:

IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano

Area

Oncologia

2022

Rab11 e il riciclo proteico nel tumore al seno metastatico

Ancora oggi il tumore al seno metastatico ha una prognosi generalmente infausta per la mancanza di valide opzioni terapeutiche. In questo tipo di tumori, la capacità della cellula di aderire ai tessuti circostanti e di spostarsi nell’organismo gioca un ruolo chiave. Studi recenti hanno individuato che alti livelli di attivazione di una proteina che si occupa del “riciclo proteico”, chiamata Rab11, sono correlati a una neoplasia aggressiva e in grado di dare metastasi. Questo comportamento è probabilmente dovuto a un aumento del riciclo delle proteine che permettono l’adesione ad altre cellule o all’ambiente circostante, garantendo una maggiore capacità di metastatizzazione della neoplasia. Obiettivo del progetto sarà comprendere i meccanismi molecolari innescati dall’attivazione di Rab11 in linee cellulari di tumore al seno metastatico. Sarà valutata la capacità delle cellule di metastatizzare analizzando gli effetti sulle proteine di adesione (presenti sulla superficie delle cellule), oltre alla crescita e la motilità cellulare. La comprensione di questi meccanismi aiuterà l’identificazione di nuovi bersagli terapeutici contro il tumore al seno metastatico.

Dove svilupperà il progetto

Università degli Studi di Torino

Area

Oncologia
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